Invalidità civile: accesso semplificato all’accompagnamento

Invalidità civile: accesso semplificato all’accompagnamento

Dal 1° gennaio 2019 entra a regime l’accesso semplificatoall’indennità di accompagnamento per i cittadini ultrasessantacinquenni, introdotto in via sperimentale nel maggio 2018. È quanto comunica l’INPS con il messaggio 28 novembre 2018, n. 4463.

La semplificazione consiste nella possibilità per il cittadino di anticipare al momento della presentazione della domanda di invalidità civile le informazioni di natura socio-economica contenute nel modello AP70, di norma comunicate solo al termine dell’esito positivo della fase sanitaria.

Grazie all’acquisizione anticipata di tali informazioni, è possibile, una volta definito positivamente l’iter dell’accertamento sanitario, liquidare in tempi brevi la prestazione economica riconosciuta.

Fonte: INPS

IL LAVORO NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

IL LAVORO NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel 2015 il legislatore, con il Decreto legislativo n.81, ha cambiando l’Art. 2103 del Codice Civile assegnando alla contrattazione collettiva la funzione di definire la mobilità professionale in azienda e, a voler guardare oltre l’attualità, la relazione tra macchina intelligente e lavoratori. Su questo tema di grandissima attualità il Consigliere del Cnel Michele Faioli, professore dell’Università di Roma Tor Vergata, ha scritto un libro monografico: “Mansioni e macchina intelligente”, (Giappichelli, 2018). Il libro sarà presentato il 21 novembre, alle ore 16 a Roma presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza”, con interventi della prof.ssa Silvia Ciucciovino, consigliere del CNEL e pro rettore dell’Univ. Roma Tre, il prof. Maurizio Del Conte, presidente dell’ANPAL, il prof. Maurizio Franzini, presidente vicario dell’ISTAT, con coordinamento dei lavori da parte della prof.ssa Paola Bozzao, Sapienza Univ. Roma.

D1. Qual è la relazione tra mansioni e macchina intelligente?

La macchina intelligente è un motore di innovazione che proietta il lavoro verso scenari di progresso e di sicurezza. La relazione tra mansioni e macchina intelligente è data dall’organizzazione aziendale. Più complessa e tecnologica è tale organizzazione, più stretta è la relazione tra mansioni e macchina intelligente. La macchina intelligente è una macchina che impara dai propri errori, impara e decide, creando essa stessa strutture algoritmiche computazionali. Nella fabbrica 4.0 ciò significa che, in molti casi, la macchina intelligente gestisce il lavoro umano, coordina, da istruzioni, vigila, etc.

D2. In che modo le imprese stanno affrontando il cambiamento? C’è un processo di ibridismo già in atto: ogni volta che un lavoratore interagisce con una macchina intelligente (un “cobot”, ma anche solo uno smartphone o un computer) diviene una specie di cyborg.

E’ vero. Ogni volta che un lavoratore interagisce con una macchina intelligente (un “cobot”, ma anche solo uno smartphone o un computer) diviene una specie di lavoratore-cyborg. Ciò significa che nella fabbrica 4.0 viene a crearsi una relazione tra datore di lavoro e lavoratore che si arricchisce della funzione che svolge la macchina intelligente. C’è, in altre parole, un terzo elemento (la macchina intelligente) che reagisce con il lavoratore in modo biunivoco. C’è un ibridismo tra lavoratore e macchina di cui il diritto del lavoro deve occuparsi.

D3. Le norme attuali sono sufficienti a gestire un fenomeno di questo tipo in Italia e in altri paesi?

Nel nostro ordinamento nel 2015 il legislatore ha assegnato alla contrattazione collettiva la funzione di definire la mobilità professionale in azienda e, a voler guardare oltre l’attualità, la relazione tra macchina intelligente e lavoratori. In molti casi, già oggi, la contrattazione collettiva sa già molto meglio del legislatore i processi organizzativi della fabbrica 4.0. In altri paesi europei troviamo logiche simili: il contratto collettivo, anche decentrato, ha una funzione determinante in Francia e in Germania in queste materie. Il legislatore italiano ha allineato, nel 2015, l’art. 2103 c.c. alle esperienze europee più interessanti, ponendo l’autonomia collettiva al centro di questi fenomeni. E’ una impostazione che va sostenuta e salvaguardata.

Fonte: CNEL – Consiglio Nazionale Economia e Lavoro

Ministero Interno: sistemazione delle posizioni assicurative

Ministero Interno: sistemazione delle posizioni assicurative

L’Istituto, dopo la presentazione del progetto di sistemazione dell’estratto contributivo dei dipendenti pubblici, per consolidare la banca dati delle posizioni assicurative, ha reso disponibile, tramite l’applicativo “Nuova Passweb”, la sistemazione delle posizioni assicurative del personale del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Con la circolare INPS 29 novembre 2018, n. 115 si forniscono indicazioni circa le attività che gli uffici competenti delle Questure – Reparti/Prefetture, dovranno porre in essere per sistemare le posizioni assicurative del loro personale, e si ricorda che dovranno essere implementate o corrette attraverso “Nuova Passweb” le posizioni del personale della Polizia di Stato in fase di pensionamento, relativamente al periodo intercorrente dalla data di assunzione in servizio fino al 30 settembre 2012.

Per i periodi di tale arco temporale deve essere inoltre verificata la congruenza e la completezza dei dati acquisiti, potendo intervenire per l’eventuale correzione attraverso l’applicativo.

I periodi successivi al 30 settembre 2012 e fino al 31 dicembre 2014 saranno oggetto di sistemazione massiva da parte dell’Amministrazione, mentre il MEF/NOIPA curerà l’eventuale sistemazione per i periodi dal 1° gennaio 2015.

In questo modo sarà possibile integrare i dati presenti in posizione assicurativa, con le informazioni specifiche relative al cosiddetto “ultimo miglio” utili a determinare il trattamento pensionistico.

Pertanto, per le cessazioni dal servizio con decorrenza 1° gennaio 2019, i trattamenti pensionistici del personale della Polizia di Stato saranno liquidati esclusivamente con la nuova procedura “SIN 2”, facendo diretto riferimento alle informazioni contenute nel conto assicurativo dell’iscritto e superando l’utilizzo del modello PA04.

Fonte: INPS

CNEL E INPS INSIEME PER L’ANAGRAFE UNICA DEI CCNL

CNEL E INPS INSIEME PER L’ANAGRAFE UNICA DEI CCNL

Gli attuali sistemi di classificazione dei Contratti collettivi nazionali, scaturiti dalle diverse esigenze delle Istituzioni pubbliche che li adottano, sono caratterizzati da una forte disomogeneità, sia di metodo che di contenuto. Occorre una struttura identificativa degli accordi che funga da riferimento unico per tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano di relazioni industriali. CNEL e INPS, su impulso delle Parti sociali, hanno avviato un percorso comune di messa a sistema delle rispettive banche dati in materia di contrattazione che, per essere completato, richiede il coinvolgimento di altre Istituzioni pubbliche, a cominciare dal Ministero del lavoro e dello sviluppo economico.

I risultati della collaborazione sono stati presentati oggi nella sala del Parlamentino nel corso del Convegno “Per un’anagrafe unica dei contratti collettivi di lavoro: criteri di classificazione e rappresentatività”, con gli interventi del Presidente del CNEL Tiziano Treu, del Presidente dell’INPS Tito Boeri, del dott. Ferdinando Montaldi della Direzione centrale entrate e recupero crediti dell’INPS e del consigliere esperto del CNEL Claudio Lucifora. È seguito un dibattito con i rappresentanti delle Parti sociali e delle Forze produttive del Paese. Le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario al Ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico, On.le Claudio Durigon.

La definizione di una classificazione omogenea degli accordi collettivi detenuti nei data-base pubblici deve essere accompagnata da una regolazione condivisa dei criteri di misurazione delle strutture di rappresentanza. Gli accordi interconfederali succedutisi a tal fine negli ultimi anni hanno incontrato molte difficoltà nella fase di implementazione, sia da parte delle strutture amministrative coinvolte che degli stessi soggetti contraenti. Il CNEL, quale luogo di incontro e di mediazione delle esigenze delle categorie produttive, intende contribuire alla discussione sul tema, offrendo alle Parti sociali alcuni spunti di riflessione e di approfondimento.

Fonte: CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro